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Tutti i Giochi a cui non sapevate di star giocando…

Ben trovati fellows, oggi parleremo di dinamiche ludiche applicate alla socialità nella vita di tutti i giorni. Come già visto, lo studio della Gamification parte dalle tre componenti fondamentali del gioco: le dinamiche, le meccaniche e le estetiche:

Vita Gioco

Per meccaniche si intendono le regole del gioco, il numero di giocatori, i modi in cui si interagisce con gli altri partecipanti. L’estetica rappresenta tutto ciò che rende il gioco divertente e coinvolgente per i suoi giocatori: la grafica, il design, l’ambientazione, tutti aspetti che “emozionano” l’utente e contribuiscono all’immedesimazione.

Le dinamiche invece, si verificano quando le meccaniche vengono applicate per la funzionalità del gioco: non sono regole o istruzioni, ma descrivono l’andamento dell’esecuzione delle meccaniche e vengono compiute dai giocatori in base alla personalità e alle proprie caratteristiche. Pensiamo ad esempio alla scelta del ruolo in una partita di calcio o l’entusiasmo per la conquista del “Parco della Vittoria” ad una partita a Monopoli, non vinceremo nulla nella realtà ma ci sentiremo appagati e divertiti dall’esperienza.

In un sistema gamificato, le dinamiche sono l’aspetto più importante, poiché coinvolgono le motivazioni intrinseche dell’individuo e producono sentimenti positivi rispetto a realizzazione personale, auto espressione, competizione, cooperazione, altruismo e status sociale.

Guardate un po’, tutti aspetti che fanno di noi, degli “animali sociali”…!

Mi viene in mente la celebre serie TV “How I Met Your Mother“: sitcom sulle vicissitudini sociali e sentimentali dei cinque amici Ted, Marshall, Robin, Barney e Lily nella New York d’inizio III millennio; in particolare il personaggio di Barney, il cui unico approccio alle relazioni interpersonali è dettato dal gioco e dalla sfida:

Ovviamente si tratta di un’esasperazione anche un po’ provocatoria, ma pensate alla vostra quotidianità: quante volte vi siete accalorati per il pronostico di una partita? Quante volte avete indossato i panni dell’ “eroe” per far colpo su una ragazza? (e quante volte, ragazze, ci siamo finte “donzelle da salvare”? 😛 )

Pensate a quando in palestra cercate di far sempre 5 flessioni in più rispetto alla volta precedente o quando ci tenete a dire la vostra su un argomento in cui vi sentite ferrati, sui social network o sul posto di lavoro, con l’inconscio (o semi-conscio) obiettivo di essere riconosciuti come “opinion leader”.

Questi sono solo pochi esempi di quanto, spesso inconsapevolmente, inneschiamo dinamiche ludiche nel nostro quotidiano. Eppure, nel gioco molte persone mostrano la loro parte migliore, sono in grado di aiutare gli altri, di concentrarsi e affrontare un problema per tutto il tempo necessario e di rialzarsi dopo un fallimento; per contro nella vita reale quando si affrontano situazioni difficili ci si abbatte, ci si sente soli e sconfitti.

Per dirla con un quote di Jane McGonigal, celebre game designer americana, forse più consapevolezza sul ruolo del gioco nella nostra vita, aiuterebbe a:

“…ottenere una vittoria epica (dall’inglese “Epic Win”), cioè un risultato estremamente positivo che sembra irraggiungibile finché non lo si ottiene e solo in quel momento si può comprendere e scoprire ciò di cui si capaci.”

 

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