Van Gogh è uno dei pittori più amati di sempre. Tristemente ironico, se si pensa che nella sua vita, lui non abbia venduto neppure un quadro! Le sue opere sono una sintesi perfetta di drammaticità e di potenza visionaria, in cui le sue miserie terrene si tramutano in opere dal fortissimo connotato emotivo. É attualmente in corso a Roma, a Palazzo degli Esami, la mostra immersiva Van Gogh Alive – The Experience, composta da oltre 3.000 immagini ad alta definizione, in cui la potenza delle immagini di Van Gogh è amplificata in un allestimento composto da proiezioni HD su pareti, colonne, soffitti e pavimenti. “Si tratta di un sistema multimediale unico, sviluppato da Grande Exhibitions, che armonizza motion graphic multicanale, suono surround di qualità cinematografica, con oltre 40 proiettori ad alta definizione per fornire immagini dettagliate e particolari in primo piano.” – spiega Rob Kirk, curatore per Grande Exhibitions.

Esperienza immersiva

Ad amplificare l’esperienza immersiva della mostra, ci ha pensato Oniride, startup che sviluppa contenuti di realtà virtuale, fautrice del progetto ​Inside Painters: Discovering the Starry Night. Si tratta di un viaggio virtuale e immersivo possibile dopo aver indossato dei particolari visori che, grazie alla tecnologia HTC Vive, catapultano le persone all’interno dei più importanti capolavori dell’arte pittorica consentendogli di muoversi fisicamente nello spazio tridimensionale della tela.

L’idea iniziale fu sviluppata nel 2015, nel contesto di una partnership con il distributore di pellicola Nexo Digital per il lancio ufficiale del film “Vincent van Gogh: un nuovo modo di vedere“, con il patrocinio del Van Gogh Museum di Amsterdam.

Sono in programma una serie di appuntamenti proprio all’interno dell’esposizione a Palazzo degli Esami – spiega Simone Mazzarelli, CEO di Ninetynine. Durante i prossimi venerdì di marzo, (17 e 24, un incontro è già stato fatto il 10 c.m.) a partire dalle 19.00, i visitatori potranno testare anche HTC Vive. (prova compresa nel costo del biglietto della mostra)“.

esperienza immersiva

L’esperienza proposta ha ovviamente una valenza ludica a noi cara: il divertimento di immergersi in un’opera d’arte, nella sua accezione più alta, tanto da citare il buon vecchio Hans-Georg Gadamer:

“L’arte va pensata nella sua relazione con la realtà, come una forma di esperienza, di conoscenza, come un modo di auto-comprensione: l‘arte è dunque un’esperienza di verità. […] L’esperienza dell’arte è tale quando è vissuta in profondità suscita un cambiamento nelle prospettive di chi la vive, sia esso spettatore sia esso artista: si tratta di un evento, di un’esperienza di verità nel senso hegeliano di esperienza che modifica il soggetto.”

E aggiunge: “Come nel gioco, anche nell’esperienza artistica si ha un coinvolgimento, un accadere che sfugge all’intenzionalità cosciente dei partecipanti, implicante il primato di ciò che accade o si rappresenta rispetto alla coscienza del giocatore o dello spettatore.”

E quando Arte e Gioco si incontrano, come nel caso di Inside Painters: Discovering the Starry Night di Oniride, avviene una sintesi perfetta, coinvolgente e immersiva, che altro non può fare che arricchire colui che l’ha provata.

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