Ciao Valentina e Gabriele, potete presentarvi ai lettori di PlayTheBusiness?

Ciao a tutti i lettori di PTB, siamo Valentina Tibaldo e Gabriele Salvati, trent’anni o qualcuno in più. Abbiamo in comune un percorso di dottorato di ricerca in grafica computazionale alla Sapienza Università di Roma, ed il fatto che viviamo in montagna nei monti Sabini. Separatamente Valentina ha alle spalle un’esperienza imprenditoriale e di tutoring di Informatica. Io dopo aver terminato il dottorato ho iniziato a lavorare in un’azienda nell’ambito della grafica computazionale orientata ai videogiochi. Realizzo librerie utilizzate da sviluppatori di videogiochi per sfruttare al meglio la potenza della scheda grafica.

 

Che cos’è TeenGames?

TeenGames è un campo estivo di 8 giorni, rivolto ad adolescenti che vogliono imparare a fare un videogioco o che vogliono ampliare la loro comprensione del mondo digitale. Crediamo che realizzare un videogame sia un mezzo fenomenale per veicolare i tanti livelli di astrazione che fanno parte di un progetto informatico ed offra una panoramica ampia sul mondo digitale.

 

Com’è nata questa iniziativa?

Nasce dalle chiacchiere con Leon, 12 anni, appassionato di videogiochi, che non aveva alcuna idea su cosa accadesse dentro una console. Nessuna, nonostante il suo essere un po’ nerd come noi. Quando abbiamo cominciato a spiegargli qualcosa sembrava non ne avesse abbastanza e quando gli abbiamo rivelato che “anche lui avrebbe potuto fare un videogioco” ci ha chiesto di insegnarglielo. Abbiamo iniziato a mostrargli qualcuno dei vari pezzi di cui un videogioco è fatto ma soprattutto come formalizzare da un’idea qualcosa di concreto. Esempio? Associare un’azione ad un evento tramite un linguaggio di programmazione. Ad ogni piccola aggiunta il gioco iniziava a prendere forma con la profonda emozione di Leon, ed abbiamo capito che era qualcosa per cui tanti ragazzi si sarebbero potuti emozionare.

 

Chi sono gli insegnanti?

Tra gli insegnanti c’è Lorenzo Bellincampi, che ha passato da un po’ GreenLight ed ha pubblicato il proprio gioco su Steam. Lorenzo sarà il responsabile delle sessioni di game design. Elisa Pellirossi educatrice non formale e Marco Galli educatore ambientale si occuperanno della parte di “contatto con la natura” e soft skills. Entrambi hanno anni di esperienza in organizzazione di campi estivi a livello europeo con associazioni che operano nel territorio. Svolgono inoltre attività con le scuole e di inclusione sociale per disabili.

 

Ci descrivete il contesto in cui vi troverete a lavorare?

Abbiamo deciso di basare il campo in una tenuta agricola di 200 ettari che si chiama “Tenuta Sant’Antonio”. E’ uno spazio che ha dell’incredibile nel mondo di oggi e che ha acceso in noi l’emozione dei bambini davanti alle cose eccezionali. A Sant’Antonio ogni giorno la terra viene curata ed i prodotti naturali vengono trasformati, nel profondo rispetto dell’ambiente. Non vengono utilizzati concimi tossici ma si cerca di assecondare ció che la natura porta con sé.

La descrizione migliore che potrei farti, è mandarti una foto della luna piena sul viale di gelsi.

Pensiamo che far immergere i ragazzi in un contesto naturale sia una grande opportunitá per incrementare la creativitá dei partecipanti. Porre un freno ai ritmi frenetici cittadini e di fruitori passivi, questo consente di uscire dallo schema: accendo la consolle avvio il gioco e seguo la storia scritta da altri.

 

Su che piattaforma farete lavorare i ragazzi?

La scelta della piattaforma dipende dall’età dei ragazzi. La track di “game engine” sarà cucita intorno a Unity per ragazzi 14+ ed in Game Maker per più giovani. Il nostro obiettivo finale è smontare l’idea che dietro ad un videogioco ci sia qualcosa di  “automagico”. Il sistema ad Eventi di Game Maker permette di costruire sin da subito un rapporto causa-effetto con la game-scene.

 

Organizzate corsi anche al di fuori della stagione estiva?

Ad oggi no ed i “corsi a puntate” con cadenza settimanale sono fuori dalla nostra visione. Crediamo servano  tempo e di tranquillità per riuscire a smettere di consumare e cominciare a creare. E’ un grande ribaltamento di prospettive che richiede determinazione alimentata da ingredienti speciali come l’essere in gruppo e fuori dal proprio contesto ordinario. Pensiamo sia difficile nel caos di ogni giorno trovare il tempo e la tranquillità necessarie per cambiare così intensamente le regole del gioco.

 

Per ulteriori informazioni: http://www.teensummer.games/

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