smart mobility

Negli ultimi 50 anni le dimensioni dei contesti urbani sono cresciute a dismisura, in ogni parte del mondo. Si stima che nel 2050 circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città o a ridosso di esse.

Bastano questi pochi numeri per rendersi dunque conto che la Pubblica Amministrazione dovrà attrezzarsi (molto meglio di quanto non stia facendo a Roma, ma questo per il momento è off topic) per adeguare servizi e strutture al numero crescente di abitanti, armonizzandolo con uno sviluppo urbano ecosostenibile.

L’argomento “Smart City” è molto più complesso in realtà di quanto possa apparire a una prima istanza. Si evidenziano ad esempio, 3 macrocategorie specifiche:
1. Città digitale: considera l’uso delle ICT per sostenere la creazione di una rete cablata, onnipresente, interconnessa per cittadini e organizzazioni, per la condivisione di dati e delle informazioni e l’ adesione ai servizi online;
2. Città verde: considera una visione ecologica dello spazio urbano, basata sul concetto di sviluppo sostenibile. Le politiche verdi in città riguardano sia la riduzione dei rifiuti inquinanti e il consumo di energia che la conservazione e/o creazione di aree verdi pubbliche come parchi e giardini;
3. Città della conoscenza: considera le politiche volte ad attuare e valutare i dati, le informazioni e le conoscenze disponibili e prodotte in città, in particolare attraverso le sue istituzioni culturali, ma anche quelle prodotte e usate dalle aziende.

Sono tante le StartUp operative sul tema Smart City, vediamo qualche esempio:

Yape, un “pony express” di ultimissima generazione, è un sistema (tutto italiano) di consegne a domicilio a guida autonoma. Un robottino su due ruote intelligente, agile e leggero, in grado di muoversi sui marciapiedi e di attraversare la strada per portare a termine in tempi record senza inquinare, la consegna di pizze, gelati e acquisti online. I primi test si attendono per questo settembre, se tutto va bene, potremmo veder sfrecciare tanti robottini già a fine anno.

Pensate invece al car sharing, quanti esempi vi vengono in mente? Enjoy, Car2Go, i più famosi, ma quanto sono praticati? Qualche dato in più in questa è un’infografica a cura di Urbi:

Se invece si preferisce la bicicletta all’auto, ecco in arrivo Bike+, un progetto Zehus, spin off del Politecnico di Milano, partecipato anche da M31.  Bike+ sviluppa un’innovativa tecnologia di bicicletta elettrica e a pedalata assistita che non ha bisogno di essere ricaricata.

Ma come far dialogare l’utente con la città e i servizi a essa connessi? Ovvio! con lo strumento che è già – letteralmente – nelle mani di tutti: lo smartphone.

smart mobility

Ora che le Pubbliche Amministrazioni e le Aziende erogatrici di servizi di mobilità si stanno attrezzando con mobile app dedicate, ci permettiamo di fare un passo ancora più lungo, di guardare ancora più in là.

Crediamo che alla innovazione degli strumenti debba necessariamente corrispondere un’innovazione nel modo di comunicare con gli utenti/cittadini. Un contenitore universale che possa fungere non solo da erogatore di contenuti e servizi, ma che possa attirare l’attenzione dell’utente su ciò che sicuramente potrebbe interessargli attraverso l’invio amichevole di notifiche push o sms.

Noi ci stiamo già attrezzando. Voi? 😛

 

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