Il Prof. Donato A. Limone

Come può cambiare il rapporto tra cittadino e burocrazia con l’amministrazione digitale.

Sul portale Key4biz.it è stato pubblicato un interessante articolo (consultabile a questo link) firmato dal Prof. Donato A. Limone. Quest’ultimo riveste la carica di Ordinario di informatica giuridica e Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche all’Università degli studi di RomaUnitelma Sapienza”. Nello scritto si affronta lo spinoso problema relativo alla refrattarietà della Pubblica Amministrazione all’innovazione, in particolare a quella digitale.

Nello specifico il Prof. Limone fa notare come, a livello del sistema paese, la burocrazia costituisca uno degli elementi che bloccano lo sviluppo socio-economico italiano.

L’amministrazione digitale si presenta quindi come un modello di amministrazione nuovo, che tende a stravolgere l’attuale impostazione delle relazioni tra cittadino e burocrazia.

L’amministrazione, come attualmente intesa, tende a non essere trasparente. I cittadini incontrano grosse difficoltà nell’accedere alle informazioni essenziali. Spesso devono ricorrere alla giustizia amministrativa per far valere i propri diritti.

Inoltre, la burocrazia pare non “digerire” agevolmente le disposizioni normative relative all’attuazione del Codice dell’amministrazione digitale (dlgs 82/2005). Anzi, talvolta sembra rifiutarle quando esse presentano problematiche applicative.

Il Prof. Limone ritiene che i limiti della pubblica amministrazione, intesa come oggi si presenta, possano venire superati con un cambio di paradigma culturale.

Secondo la particolare visione del Prof. Limone, il nuovo paradigma culturale dell’amministrazione moderna e del rapporto tra burocrazia, politica e cittadini deve comprendere una specifica serie di elementi fondanti. Essi possono essere ricompresi dal seguente elenco:

  1. Il cittadino è al centro dell’azione amministrativa;
  2. Deve esservi semplificazione amministrativa;
  3. L’amministrazione deve essere aperta e trasparente;
  4. Si deve dare il giusto peso alla conoscenza: i dati vanno presi come base delle decisioni e del management pubblico (politico ed amministrativo);
  5. Il sistema di amministrazione attuale va traghettato rapidamente verso l’amministrazione digitale.

Gli elementi illustrati dal Prof. Limone dovrebbero venire accettati dal sistema paese come valori. L’idea di fondo è che dovrebbero “essere assorbiti, vissuti, diventare elementi essenziali di riferimento”.

In particolare, poi, nell’articolo si fa “tristemente” notare come il Paese dovrebbe essersi strutturato in amministrazioni digitali già dal 2005. Cioè dall’anno della pubblicazione del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale). Ma le amministrazioni operano ancora in analogico. Oppure operano con la situazione mista (analogico/digitale). In ogni caso, certamente, non offrono servizi in rete (nativamente digitali). A scapito del cittadino.

 

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fonte: https://www.key4biz.it

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