Uber sta cambiando la nostra concezione di mobilità urbana e non. L’idea di un trasporto dal basso, capace di una parziale autoregolazione, sta inesorabilmente penetrando nelle nostre abitudini di passeggeri e/o autisti. Chi vi scrive vive in Ohio, e qui un simile fenomeno sta soppiantando tutti i propri concorrenti, dai canonici taxi ai mezzi pubblici, per versatilità e prezzo.

Il sistema che sostiene Uber è alquanto peculiare e offre una finestra alternativa sull’economia d’ogni giorno, al punto che il prestigioso Financial Times ha deciso di dedicarci un gioco (gratuito e online based)- The Uber Game (clap clap per l’originalità del nome).

Adottando una grafica cartoon e basandosi sui resoconti di decine di autisti Uber, questo simulatore ci chiede di sedersi sui loro sedili e guadagnarci da vivere portando i nostri clienti a destinazione. In sintesi, il giocatore si trova a dover far scelte sul fronte delle risorse (quale macchina comprare?), della pianificazione (quanto e quando essere in servizio?) e della condotta lavorativa (aspettare un ritardatario? Intrattenere una conversazione durante lo percorso?). Il tutto aggravato dal fatto che abbiamo una famiglia da sfamare e un mutuo da pagare, ergo il bilancio tra entrate e uscite diviene il parametro fondamentale da tenere in considerazione.

Esistono due diverse difficoltà (facile e difficile), mentre il genere di riferimento (voluto?) è quello dei newsgame, giochi atti a inquadrare un fenomeno contemporaneo nella sua problematicità. In termini prettamente ludici, stiamo parlando di una avventura testuale  (non c’è azione, solo una lunga sequenza di opzioni che influiscono sui nostri parametri mentre i giorni si susseguono) con un elevato livello di difficoltà.

Vincere a questo gioco è infatti volutamente arduo, se non quasi impossibile. Come l’ancora più spartano e seminale September 12th oltre 10 anni fa, The Uber Game veicola con le proprie dinamiche – in questo caso il livello di sfida – un messaggio specifico e, se vogliamo, politicamente intriso: l’insostenibilità del meccanismo Uber.

Nella sua apparente (e tentatrice) trasparenza, questi imbriglia i potenziali guidatori in un sistema estenuante e poco redditizio sul lungo termine. Soprattutto perché a cedere sono le persone maggiormente bisognose, che vedono in Uber uno strumento per arrotondare cadendo poi in una spirale dal volto inumano quanto logorante. O almeno, questo è il messaggio del gioco, esplicito per certi versi e implicito per altri. Siete d’accordo o meno con questa tesi? Dopo averlo finito, la vostra percezione di Uber è cambiata?  

 

 

0 Comments

Leave a reply

CONTACT US

Send us an email and we'll get back to you, asap.

Sending

©2017 PLAY the BUSINESS Hub di Aziende nel settore della Gamification e dell' Innovation nel Business. Sito a cura di logo2x-white

error: Content is protected !!
or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account