Il K'ARE project di K-Line prevede anche l'utilizzo di un istruttivo videogame

K-Line ha deciso di impegnarsi per la sicurezza dei propri dipendenti.

Yuzuru Goto, consigliere delegato di K-Line, un’azienda britannica che si occupa di trasportare gas naturale liquefatto grazie ad una flotta di imponenti navi-serbatoio, ha dovuto fronteggiare nell’ottobre di un paio di anni fa una notevole congiuntura negativa principalmente determinata dall’affondamento di una imbarcazione merci, denominata Flinterstar, da parte di una delle navi della sua compagnia, la Al Oraiq, che incrociava nel Mare del Nord.

Per quanto non ci siano state perdite umane, l’accadimento ha negativamente impattato sulla percezione pubblica dell’operato aziendale, sulla reputazione stessa di K-Line e, di conseguenza, anche sugli affari, soprattutto in relazione alle commesse di alto livello.

Uno dei maggiori problemi, risultanti dalle indagini condotte successivamente all’incidente, si è rivelata essere l’incapacità di comunicazione sul ponte di comando della nave tra i vari membri dell’equipaggio, dovuta ad una situazione in cui gli stessi non si sentivano liberi di esprimere le proprie opininioni. In particolare, il report finale delle autorità marittime belghe menziona che i piloti a bordo di entrambe i vascelli coinvolti non parlavano perfettamente inglese, oppure non lo parlavano affatto, quindi non erano in grado di capirsi e di inviarsi comunicazioni di allarme; inoltre, il team presente sul ponte di comando della Al Oraiq non appariva essere stato completamente al corrente delle decisioni del proprio comandante, oppure non si sentiva autorizzato a metterle in discussione quand’anche fossero apparse errate.

A quel punto noi abbiamo messo in opera un progetto “diagnostico” e l’incidente ci ha spinto verso quello che noi chiamiamo il “K’ARE project” che ha lo scopo di impattare sulla cultura organizzativa e sulla leadership nel campo della sicurezza” dichiara Yuzuru, che ritiene davvero molto importante per l’industria il discutere più apertamente ed onestamente riguardo la tematica della sicurezza.

Nozioni sulla sicurezza apprese attraverso la gamification…

Il K’ARE project è un nuovo sistema di apprendimento di nozioni sulla sicurezza attraverso cui i membri dell’equipaggio di una nave (…ma anche il relativo personale a terra) vengono istruiti sul come mantenersi sempre in condizioni di assenza di rischio, non solo per mezzo della lettura e dello studio di manuali e di istruzioni, ma anche per mezzo di nuove tipologie di stimoli. Ciò che K-Line sta cercando di ottenere nel suo staff è la comparsa di un desiderio reale di sicurezza, cioé una via attraverso cui la materia della sicurezza sul lavoro sia percepita come interessante e indifferibile, o meglio come una necessità che quel personale desideri effettivamente ottemperare per proprio conto.

Non si tratta di un obiettivo semplice. Ma tra i vari mezzi a disposizione di K-Line per centrare l’obiettivo troviamo anche la realtà virtuale ed il gaming.

In effetti, l’azienda ha deciso di sfruttare la gamification, utilizzando un videogame interattivo in 3D per permettere agli staff imbarcati di “testare” le proprie pessime decisioni in un ambiente sicuro.

Il gioco, una realistica simulazione di gestione di un mezzo navale con carico pericoloso, è simile ad uno “shot-em up” in prima persona, che presenta situazioni di rischio da affrontare, visualizzate secondo il punto di vista dell’utilizzatore, di cui vengono mostrati gli sviluppi (…anche funesti) mano a mano che lo stesso prende delle decisioni. In effetti, assumere una decisione errata significa vedere affondare la nave per trasporto di gas naturale su cui si è virtualmente imbarcati; se invece verrà adottata la decisione corretta, si guadagneranno punti e si potrà proseguire nel gameplay. In questa maniera sarà possibile testare in tutta sicurezza gli effetti di un errore, che potrebbe rivelarsi potenzialmente disastroso se effettivamente commesso mentre si è al lavoro su di una imbarcazione. Il gioco può anche essere sperimentato in modalità multiplayer, e/o in modalità “live” (…cioé sul ponte stesso di una nave, tramite appositi visori 3D) in modo da associare con più facilità ciò che si è appena visto nel visore agli ambienti reali di una nave.

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