Il futuro prevede l'IA applicata in ambito sanitario

L’Intelligenza Artificiale e l’analisi predittiva

David Paré, il direttore del Dipartimento Tecnologico di DXC Healthcare and Life Sciences in Australia e Nuova Zelanda, è un pensatore innovativo, conosciuto sia a livello locale, sia mondiale, per i suoi oltre vent’anni di esperienza nel management e nella consulenza sulle nuove tecnologie, e per la sua capacità di guidare organizzazioni ed istituzioni attraverso la digital transformation.

Recentemente, un suo interessante articolo pubblicato sul blog DXC.technology si è addentrato nell’ipotesi di sviluppi futuri per l’applicazione dell’IA nel settore sanitario.

In particolare, egli ha voluto porre l’accento sul come le varie parti in causa nell’ecosistema sanitario, a livello mondiale, stiano cominciando ad esplorare con una certa emozione molte nuove aeree d’azione per le applicazioni dell’IA, che, sempre più spesso, giocherà un ruolo centrale in campo medico.

Una di queste nuove applicazioni emergenti dell’IA è, senza alcun dubbio, la cosiddetta analisi predittiva.

Sfruttando i dati relativi a determinati pazienti, ricavati da una larga varietà di fonti informative diverse, diventerà possibile predire quelli effettivamente a rischio salute, ed attuare con discreto anticipo delle contromisure mediche per migliorare la loro condizione fisica, prima che possano sviluppare delle patologie più gravi.

Ad esempio, algoritmi di intelligenza artificiale potranno venire utilizzati per identificare con estrema facilità pazienti con una certa predisposizione a sviluppare il diabete o malattie cardiache invalidanti.

Prevenire è meglio che curare…

Piuttosto che attendere l’inesorabile manifestarsi della malattia, il sistema ospedaliero o il medico (…o addirittura l’ente assicurativo, in quei paesi in cui il welfare si sviluppa principalmente su base assicurativa privata) potranno proporre con anticipo un programma d’intervento e fornire supporto clinico per aiutare quella persona ad agire sulla propria condizione di pre-manifestazione della malattia, oppure ad abbandonare eventuali comportamenti a rischio. Questo andrà ad integrare anche altre pratiche, come ad esempio l’utilizzo delle tecniche di gamification nel settore dell’assistenza sanitaria, al momento già in fase di sperimentazione avanzata negli U.S.A. e di cui vi abbiamo già parlato.

Tutto ciò, in ultima analisi, dovrebbe portare ad un cambio di paradigma. Attualmente, a livello globale, si assiste ad un progressivo incremento del volume dell’attività medica (…soprattutto perché i medici vengono pagati in base ai trattamenti medici somministrati). Mentre l’impiego dell’IA dovrebbe riportare il settore sanitario nell’alveo della concreta attribuzione di un valore di qualità alle cure somministrate, non tanto alla quantità, dato che, a quel punto, i medici verranno incentivati soprattutto ad assicurare la guarigione del paziente e a mantenerlo in buona salute (…magari focalizzando di più l’approccio generale sulla prevenzione).

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fonte: blog di DXC.technology

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